Chi c'è dietro

Chi c’è dietro a Informare Per Resistere?

Scritto da Maurizio Perrone

Rivolgo una domanda alle persone di sinistra e di destra, che siano radicali, riformiste, liberali e quant’altro, credenti o meno, che seguono il sito e la pagina Facebook di Informare Per Resistere: perché lo fate?

Siete in totale sintonia con la “linea editoriale” del sito? Oppure non lo siete ma leggendo le parole “informare” e “resistere” avete pensato di aver trovato una sorta di rivoluzionari clandestini contro un fantomatico regime e vi siete uniti virtualmente a loro senza badare a tutto il resto? E dico questo perché sono loro che parlano di “lettere dalla Resistenza” e citano “La fattoria degli animali” di Orwell:

Forse senza esagerare come fanno loro, pensate semplicemente di esservi ritrovati con delle persone che vogliono raccontare sul Web i problemi del mondo partendo dal basso, democraticamente e attaccando i “potenti”, magari con informazioni che altri non vogliono o non possono dare.

La realtà è che un tempo su quel sito le cose andavano in parte così ma ora non più. Per capire meglio la questione riporto alcuni parti della lunga lettera di Marie Hélène Benedetti, che ha fondato e gestito il sito nei primi anni di vita, che Claudio Messora ha pubblicato nel 2015 sul suo blog. In seguito troverete i link per leggere la lettera completa e la risposta di Stefano Alletti, l’attuale gestore di Informare Per Resistere.

“In questi giorni, in molti mi chiedono: “Cos’è accaduto a Informare per Resistere??”. Mi stupisce che, solo ora, ci si sia accorti di ciò che sia diventata quella pagina. Da diversi anni ormai, una pagina un tempo quotatissima si dedica a pubblicare articoli di complottismi idioti, senza un minimo di veridicità. Per farvi capire realmente cos’è accaduto, bisogna partire dall’inizio.

Com’è nata Informare per Resistere? Io, per esempio, venni contattata da Stefano Alletti che mi chiese se volevo creare, con lui, una pagina di “contro informazione”. Inizialmente ero scettica. Pensavo che nessuno ci avrebbe letti. Poi, però, accettai. Sentendoci su Skype scegliemmo insieme il nome ed il logo. Lui era più pratico di me del mondo dei social network e di Facebook. Così aprì lui la pagina, creò un indirizzo email ed il 16 luglio 2009 nacque “Informare per Resistere” su Facebook.

[…]

Lo scopo di “Informare per Resistere” era quello di divulgare analisi di articoli per far capire meglio al popolo dei social cosa stesse accadendo nel nostro paese. “Informare per Resistere” è nata per dar voce non solo ai blogger, ma anche ai piccoli cittadini che subivano ingiustizie. Nessun motivo al mondo sarebbe andato bene per bannare utenti, né si dovevano cancellare i commenti, neanche quando erano offensivi, perché noi eravamo cittadini dal basso che volevano cambiare l’Italia.

[…]

Le regole di “Informare per Resistere” erano semplici e inviolabili: dovevamo essere assolutamente apartitici: non dovevamo sostenere candidati né partiti. Le informazioni dovevano essere verificate con tutte le ricerche possibili e, cosa più importante, noi eravamo la voce di chi non aveva voce, la cassa di risonanza di tutti, soprattutto delle categorie più deboli. Dovevamo lottare per i diritti e la libertà di tutti i cittadini perché era questa l’Italia che volevamo.

[…]

Passava il tempo e Stefano, senza chiedere alcun parere, cominciò a far entrare personaggi di dubbio gusto che persino lui conosceva pochissimo e che portavano problemi nel gruppo.

[…]

Nel 2012 cominciai ad allontanarmi, dopo aver visto questa intervista a Stefano Alletti (non ancora convertito al cattolicesimo fanatico, in un tempo in cui il suo complottismo era ancora a tratti sostenibile, data la sua lontananza dalla pagina. I suoi due post al mese potevano ancora essere coperti dal nostro lavoro duro).

[…]

Una volta ogni tanto (2 o 3 volte al mese), Stefano prendeva da qualche blog post sempre più assurdi e li sbatteva sulla pagina contro il parere degli altri che invece lavoravano solo per far crescere la pagina.

[…]

Ogni tanto, sempre senza chiedere il parere degli altri, Stefano pescava il peggior complottista di Facebook e lo metteva fra gli amministratori e io, che tenevo davvero tanto al nostro equilibrio e alla linea che avevamo sempre deciso di avere, ingoiavo rospi come se piovesse.

[…]

Ovviamente mi stavo allontanando, sempre di più, ma quando cercavo di riavvicinarmi, sperando che le cose potessero tornare come prima, trovavo puntualmente situazioni insostenibili, quelle stesse che nel tempo hanno finito per rendere la pagina quella che oggi è: un covo di falsità e complottismi degni del blog di un adolescente. A titolo di esempio, cito uno dei tanti articoli che si voleva fossero pubblicati sulla pagina. Non ricordo il titolo ma era un post di “denuncia”: l’abbaiare dei cani non è un’azione a caso, ma i cani sono mandati dalla massoneria ed è la massoneria ad aver fatto diventare i cani “animali domestici”, che con il loro abbaiare provocano delle onde a sega che distolgono le nostre menti. Ricordo che in quel post c’era di tutto: con l’abbaiare dei cani erano citati anche i gay, le adozioni da parte dei gay e chi più ne ha più ne metta. Un miscuglio talmente complottista che forse solo l’On. Borghezio all’europarlamento, con gli ufo, seppe fare di meglio.

[…]

È stato consentito l’approdo e la collaborazione di personaggi di un sito che alcuni conoscono come sito di complottismi idioti e bufale stratosferiche: “LoSai”. Stefano si convertì al cattolicesimo fanatico ed estremo più di quello divulgato dai Testimoni di Geova.

[…]

Negli anni arrivò un altro personaggio: napoletano, poi candidatosi nel M5S, che pretendeva di fare la sua campagna elettorale su quell’ “Informare per Resistere” APARTITICA che, assolutamente, tra i suoi capisaldi aveva proprio quello di non sostenere candidati di alcun movimento o partito, né tantomeno di imbarcarli. Gli utenti commentavano in malo modo quanto accadeva, dicendo che da apartitica la pagina era diventata “grillina nelle mani di Grillo” perché, proprio durante le votazioni, si pubblicavano solo post del blog di Grillo ed io che aprivo la “mia pagina apartitica” non potevo sopportare tutto quello che leggevo.

[…]

Stefano e i suoi nuovi amici catto-complottisti cominciarono a remare pesantemente contro la pubblicazione di articoli riguardanti la pedofilia nella Chiesa o altri eventi che potessero intaccarne l’immagine. Contro l’aborto in ogni caso, anche se questo provoca il rischio di vita della madre anche se il feto può non vivere dopo la nascita. Contro i matrimoni omosessuali e contro le coppie di fatto, perché la famiglia tradizionale deve essere l’unica famiglia riconosciuta. Contro le famiglie omosessuali perché questo è solo uno stratagemma per ottenere le adozioni da parte di famiglie omosessuali e quindi ASSOLUTAMENTE non si possono sposare. Contro l’utero in affitto, in generale anche per gli etero. Contro la fecondazione assistita, anche per gli etero. Faccio notare che, nella sezione “Chi siamo” ,sul sito, c’è scritto, in mezzo ad una bella pappardella: “Se non provi pena per chi soffre, se non hai un sentimento di fratellanza verso il popolo d’Italia e per il resto del mondo non leggere INFORMARE X RESISTERE. Se non te ne importa niente della povertà altrui, dei disagi, delle ingiustizie e dei soprusi, ti raccomandiamo di evitare accuratamente di leggere INFORMARE X RESISTERE…” . Quindi, schiacciare la categoria omosessuale (fra le tante ingiustizie che pubblicano) rispetta ciò che era “Informare per Resistere”?

[…]

Viceversa, comparivano articoli a favore della cura contro il cancro fatta con bicarbonato e limone o con piantine di montagna. A favore di qualsiasi post riguardante pseudo cure per malattie gravi come cancro o HIV. Ma per chi, come me, conosceva l’importanza virale ed il peso di “Informare per Resistere”, pubblicare post a favore di cure non certe produceva un grandissimo peso sulla coscienza: non potevo dormire la notte sapendo che qualche malato disperato avrebbe potuto abbandonare le proprie cure per affidarsi ai post di “Informare per Resistere” che spacciavano limone e bicarbonato.

[…]

[…]se gli si obiettava [a Stefano] che la sua era una posizione “fascista”, la sua risposta era che non era vero, che lui aveva studiato, ma non in una scuola (perché secondo lui oggi le scuole non hanno valore): su internet e sui libri aveva studiato!!!! Lui e tutti gli approssimativi di “Lo Sai”, che in fondo non sanno nulla ma si sentono grandi ricercatori e studiosi grazie chissà a quale “sacro blog“! Capite la malattia di questi individui che spacciano cure su Facebook e sui blog a che livello stanno? Roba da capelli bianchi, ve lo assicuro!!!!

[…]

Ogni tanto riapro quella pagina e leggo i titoli e qualche post, e allora rido per non piangere. Sì, ho pianto tanto per quella pagina. Non chiedetemi più cos’è accaduto a “Informare per Resistere”: quella pagina su cui avete messo il “Mi Piace” è morta, non ne è rimasto più nulla. Ci è rimasto su un esaltato fascio-cattolico, fanatico, che si è preso il sudore di chi ci ha lavorato con amore. Se questa è la resistenza, l’Italia che doveva cambiare dal basso, la democrazia, la meritocrazia e ciò che tutti volevamo, vi assicuro che il nostro paese è finito, perché se dal basso accade questo riesco a giustificare anche i nostri politici dall’alto che non sono altro che lo specchio di questo popolo infame e finito, finito come “Informare per Resistere”.

[…]

In ultimo, non volendo tralasciare nulla, è giusto farvi riflettere sul meccanismo degli “Adsense”, perché non ho nulla da nascondere, almeno io. Il circuito Adsense permette di inserire la pubblicità sul sito (i banner), in modo che quel sito possa guadagnare. I soldi – e parlo di soldoni – inizialmente andavano a finire sui conti di alcuni amministratori, in attesa di essere trasferiti su un unico conto. Dovevamo fare una società (mai aperta) che non doveva intascare i soldi di “Informare per Resistere”, ma doveva devolverli in beneficenza. Tuttavia, questo non è mai accaduto. Stefano ha infine deciso di farsi girare tutti i soldi su un suo conto bancario personale.

[…]

Mi chiedo quanto ci sia di morale in tutta questa storia e mi chiedo anche quanto il Dio di Stefano e dei suoi amici catto-complottisti sia orgoglioso di loro e del loro ingiusto comportamento.

[…]

Marie Hélène Benedetti
ex cofondatrice di un sito un tempo fantastico e morto da anni.

Link alla lettera integrale.

Link alla risposta di Alletti.

Marie Hélène Benedetti

Profilo Facebook di Marie Hélène Benedetti: facebook.com/madameemmabovary

Stefano Alletti

Profilo Facebook di Stefano Alletti: facebook.com/stefano.alletti

Osservando i due profili mi sono fatto un’idea sulle persone e su come siano andate, e vadano, le cose. Quel che è certo è che Informare Per Resistere (Stefano Alletti in pratica) ha una linea ultra-cattolica e complottista, e che il sito e la pagina Facebook hanno un notevole seguito (e quindi buoni incassi), anche se in calo nel 2016 (stando ai dati di Alexa). I successivi post lo dimostrano e dimostrano anche che molte persone, che avevano seguito la pagina per altri motivi, abbiano notato la trasformazione e iniziato ad abbandonare la pagina (negli scorsi anni la pagina ha perso migliaia di fans). Informare Per Resistere è ormai un megafono antidemocratico, con utenti bannati, commenti cancellati e minoranze schiacciate, per idee conservatrici e spesso “complottiste”.

Le seguenti immagini sono state prese da un articolo di Next Quotidiano che potete leggere a questo indirizzo: nextquotidiano.it/cosa-e-successo-davvero-a-informare-x-resistere

Qui potete trovare un’intervista a Maurizio Spezia, collaboratore di Losai.eu e Informare x Resistere, anch’egli convertito al cattolicesimo: Chi c’è dietro Informare x Resistere e LoSai.eu, Maurizio Spezia il ribattezzato

Maurizio Spezia

Questo un altro articolo su Informare x Resistere da Tlon.it: La fregatura di Informare x Resistere

Nei commenti della lettera della Benedetti troviamo una sua testimonianza molto importante:

Questo conferma, per l’ennesima volta, il pericolo che certi siti, che possiamo tranquillamente definire bufalari, rappresentano per la società.

Qui sotto un’intervista del 2012 a Stefano Alletti quando non era ancora un ultra cattolico, secondo quanto detto dalla Benedetti.

– Meccanismo –

L’alta frequenza dei post è necessaria per diffondere meglio la pagina, per diffondere meglio un certo tipo di pensiero (“martellando” quotidianamente con notizie solo di un certo tipo alterando quindi la percezione della realtà dei lettori) e per ottenere quindi più click. I click sul post se indirizzati sul “mi piace”, sui commenti (commentando ovviamente) e sul condividi aumentano la visibilità del post (e del suo immediato messaggio immagine / titolone clickbait) e della pagina, mentre i click sul post che rimandano al sito oltre a ottenere la lettura dell’articolo (e il relativo “messaggio”) aumentano il valore del possibile singolo click diretto sulla pubblicità oppure un guadagno sull’impressione della pubblicità (se poi si clicca volontariamente o meno sulla pubblicità ancora meglio). Contenuti di un certo tipo spingono molto più facilmente le persone, in particolare se arrabbiate, frustrate e ignoranti su certi argomenti che possono scandalizzare, a interagire con i post e di conseguenza a diffondere ancora di più i contenuti. A tutto questo si aggiunge quell’aura di sito “rivoluzionario” e “informativo su cose che gli altri non dicono” che attrae molto un certo tipo di persone.

– Raccomandazione –

Quando cliccate e quando condividete pensateci prima un po’ su, perché potreste diffondere contenuti che non rispecchiano le vostre idee, se non addirittura falsi (il Web è pieno di bufale), e far guadagnare persone che sfruttano la vostra rabbia, la vostra frustrazione (che manifestate commentando e condividendo contenuti di un certo tipo, spesso impulsivamente) o la vostra ignoranza in materia. Controllate sempre se una notizia è vera o se è una bufala prima di condividerla. Di come evitare le bufale ne parlerò in un altro articolo. Se questo articolo vi è piaciuto prendete in considerazione la condivisione.

  • sabrinaweb

    Ho appena visto che InfamarePerEsistere piace a un milione di persone… Poveri noi!

    • Esiste la possibilità, come per un’altra pagina famosa, che i numeri siano gonfiati. Comunque sì, hanno un seguito non indifferente.

  • Mikahel

    Un regno/sito senza un Re che sappia amministrare è come un covo di briganti.
    Eravate dall’inizio senza regole e quindi era inevitabile, la vita democratica è imposta da coloro che credevate di combattere, ed in parte lo avete anche fatto, ma per lo più il risultato ottenuto è stato a loro favorevole… solo confusione!
    Confusione è ciò che vede hn bimbo davanti alla TV da uomo effemminato che si interpone tra lui ed i cartoni animati, l’essere checche non è più un fenomeno raro e scelto ma subliminalmente imposto.
    Aiutate il nemico senza capirlo.
    Saluti.

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