Politica Realtà del Web

Clickbait: come approfittarsi delle persone sul Web

Scritto da Maurizio Perrone

Il clickbait è una strategia che serve ad attirare le persone a cliccare su un contenuto web in modo da aumentare le visite al sito e di conseguenza le rendite pubblicitarie, moralmente molto discutibile e in certi casi osteggiata dai sistemi informatici. Il clickbait è molto diffuso tanto che svariate persone credono che sia il normale e giusto modo di agire sul Web. I contenuti web che utilizzano il clickbait sono solitamente caratterizzati da toni sensazionalistici con titoli completamente in caratteri maiuscoli (per la netiquette significa urlare), spesso corredati da “ricami grafici“, e immagini che attirano l’utente per la loro particolarità, spesso ambigue o scioccanti. Cliccando sui contenuti clickbait non sempre si ottiene quello che promettono, perché lo scopo principale è quello di ottenere click a volontà per guadagnare più soldi. Cliccando su un contenuto clickbait si può ottenere:

  • la reale informazione che viene promessa
  • un’informazione che c’entra poco o nulla con la promessa
  • attività non richieste o dannose

Molte realtà del web, spesso poco o per nulla affidabili, utilizzano contenuti con clickbait di continuo e più volte al giorno per ottenere più click possibili. Vediamo alcuni esempi di clickbait utilizzando dei post di una fonte molto nota che ha creato la sua fortuna anche grazie al “clickbait selvaggio”.

 

Le pagine Facebook della Casaleggio Associati usano il clickbait di continuo da anni. Qui sopra abbiamo un post della pagina Beppe Grillo: titolo con tutti i caratteri maiuscoli e ricamo grafico (+++) per attirare l’attenzione dell’utente. Al volo, perché i contenuti di Facebook spesso si vedono e si leggono in pochissimi secondi, sembra che ci sia stato un attentato in Italia proprio nel momento in cui si legge (e il post è stato inviato in un periodo di attentati nel mondo). Una notizia del genere con un post del genere viene subito cliccata da molte persone incuriosite e allarmate che vogliono sapere cos’è accaduto: in realtà quella è una foto dell’attentato a Giovanni Falcone e l’articolo sul sito di destinazione riguardava il ricordo. Niente di nuovo quindi, però il click c’è stato e si è finiti sul sito pieno di pubblicità: quello è lo scopo principale, non la correttezza verso l’utente. Alla faccia dell’onestà tanto decantata. Inutile dire che ci furono molte polemiche per lo sciacallaggio sulla strage.

In questo post si aggiunge un altro classico elemento del clickbait: la frase interrotta, che ovviamente serve per suscitare curiosità. Aerei da guerra e sotto il titolone sensazionalistico “TREMENDA ultim’ora – pochi minuti fa la notizia che hanno BO…”. Hanno bo…? Bombardato? Chi ha bombardato chi in questi minuti? Un post inviato tra l’altro durante un periodo molto cruciale riguardo all’entrata in guerra contro il terrorismo dell’Italia e di possibili attacchi dalla Libia. Roba da non crederci ma il post rimandava a questo articolo sul sito:

“Stop bombe all’Arabia Saudita”. Si tratta veramente di prendere in giro l’utente: l’utente è semplicemente qualcuno da spremere per ottenere click e quindi soldi. Pensavate di trovare una notizia recentissima su un bombardamento e invece si parla d’altro: però intanto avete cliccato… Andiamo avanti…

Alle tecniche precedenti (caratteri maiuscoli, ricamino grafico, frase interrotta, tono sensazionalistico) si aggiunge l’immagine “shock”, che spesso non c’entra nulla con quello di cui si parla. Cliccando su questa tremenda notizia si finiva su questo articolo di TzeTze, uno dei siti della Casaleggio Associati:

Nessuna tragedia ma molta pubblicità, oltre a un video preso da YouReporter da utilizzare per lo scopo.

Qui come prima ma questa volta l’immagine ha dei collegamenti con il testo per lasciar intendere qualcosa: il testo dice “mancano 60 milioni dalle casse” e si vede Renzi con un borsone. Un borsone pieno di soldi rubati da Renzi? Clicchiamo e vediamo un po’! In realtà dentro si trovava una dichiarazione di Di Maio; questo un estratto:

Firenze è sotto osservazione dell’Unesco per il degrado del centro storico, lo ha dichiarato il suo stesso Sindaco.

La Corte dei Conti negli ultimi quattro anni ha bocciato per “gravi irregolarità” tutti i bilanci approvati dalla giunta Renzi. Proprio il suo successore, fedelissimo del premier, è stato costretto a dichiarare: “Dobbiamo trovare 60 milioni di euro” che mancano dalle casse del municipio.”

Di Maio non ha incastrato nessuno e Renzi non ha rubato i soldi…

Ultim’ora! Questi “ultim’ora” servono a rendere più interessante il post e più partecipi gli utenti, trasformati ormai in “web-attivisti”. Vergogna! Il “vergogna” aiuta il click e la condivisione compulsiva, ma il cerchio rosso attira molto di più l’attenzione e il click. Il cerchio rosso serve, come in TV per esempio, a far indirizzare lo sguardo su un dettaglio che si vuole mettere in evidenza nell’immagine. Concentratevi lì in pratica, ma lì non c’è nulla di interessante. Come non sarebbe interessante la foto senza cerchio rosso… Quindi per attirare l’attenzione del lettore su foto poco o per nulla interessanti si mette il cerchio rosso così magari si fermerà a leggere il titolo e cliccherà e/o condividerà. Perché ripeto, voi dovete cliccare! Cliccare selvaggiamente! E visti i toni dei post dovete indignarvi! Dovete arrabbiarvi! E più siete indignati e arrabbiati più cliccate. Più click = più soldi per chi gestisce i siti (che nel caso della Casaleggio Associati sono tanti). Chiaro? Vediamo un’altra furbizia…

Vedete quell’immagine sul blog di Grillo? È un video, no? No, è un’immagine truccata da video: cliccando penserete di far partire il video su quella pagina ma in realtà verrete spediti su un altro sito, La Cosa, con ovviamente altra pubblicità. Ecco dove si finiva cliccando su quell’immagine con simbolino applicato per simulare un video:

Noterete dall’avviso che avevo attivato AdBlock, un plugin che rimuove la visualizzazione della pubblicità: questo vuol dire che sul sito de La Cosa avevano attivato il blocco dell’avvio del video se fosse stato rilevato AdBlock o simili. Questo vuol dire che o ci fai guadagnare o non vedi il video. Una scelta legittima ma che evidenzia ancora una volta il fatto che la questione delle entrate pubblicitarie è molto importante. Per fare un confronto con Web Svelato qui i titoli, che sono scritti correttamente e uguali a quelli interni agli articoli, e le immagini corrispondono al contenuto; inoltre entrando in questo sito c’è solo un annuncio che invita a disattivare AdBlock lasciando la libertà di navigare anche senza disattivarlo. Per non parlare della pubblicità moderata e non invasiva.

Di questi post ne potrei elencare tantissimi, su vari argomenti (molto in voga quelli in campo medico o con tema gli stranieri che spesso si rivelano bufale) e da svariati siti e pagine Facebook, non solo quelli della Casaleggio Associati (il clickbait è fondamentale per la propaganda e i guadagni del Movimento 5 Stelle come spiegherò in futuro).

Quello che posso dirvi è che quando vi troverete davanti a dei post del genere, ANCHE SOLO SCRITTI IN MAIUSCOLO E CON PAROLE TIPO SHOCK, VERGOGNA, IN TV NESSUNO LO DICE, GUARDALO PRIMA CHE LO CENSURINO, SCONVOLGENTE e cose simili, pensateci bene prima di cliccare e far guadagnare chi si vuole approfittare della vostra ingenuità e curiosità. Attenzione anche ai contenuti con immagini ripugnanti o sexy: potrebbero attivare azioni malevoli sul vostro dispositivo.

PS: nell’articolo linkato in seguito scoprirete un’altra forma di clickbait utilizzata per ottenere pubblicità gratuita “sfruttando” utenti ignari: Come i geni vengono fregati dai test d’intelligenza

[Aggiornamento]

Visto che per gli elettori del M5S sembra che questo non sia problema ed è solo nella mia testa, che magari sono un troll pagato dal PD, posto una serie di commenti presi dalla pagina “Beppe Grillo”:

      

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