Cyberbullismo

Minacce e istigazioni al suicidio alla madre di Settimo

Valentina e i forcaioli
Scritto da Maurizio Perrone

Ci risiamo. No, non mi riferisco all’ennesima madre che, a quanto pare, ha ucciso il proprio figlio per chissà quale motivo o problema mentale ma alla solita orda di forcaioli da tastiera, giustizieri armati di mouse o di smartphone, che ha vomitato insulti, minacce di morte e “amorevoli consigli” di suicidio nel profilo Facebook della donna di Settimo Torinese.

La violenza verbale su Facebook è quotidiana, con picchi in casi particolari come questo, tra insulti agli stranieri (in particolare neri e musulmani), ai gay, agli avversari politici, alle donne, ecc. Persone frustrate, probabilmente per la propria non soddisfacente vita, si trasformano in leoni da tastiera, forti dietro a un monitor e a un illusorio anonimato, e non si fanno problemi per quello che dicono e fanno sul Web, in barba alle leggi. Credono che sia un loro diritto poter dire liberamente tutto a tutti e che questo comportamento non abbia conseguenze nel mondo reale. In caso di “pericolo” molti credono di risolvere con un blocco su Facebook: come se tutto ciò cancellasse le loro azioni e sparissero in un’altra dimensione.

In questo caso stiamo parlando di una donna sotto indagine che potrebbe avere seri problemi di vario tipo e che ha commesso un’atrocità: carnefice ma probabilmente anche vittima. Ancora non sappiamo esattamente come siano andate le cose, tranne il popolo dei forcaioli del Web: loro sanno già tutto e guai a fargli notare che potrebbero sbagliarsi, che le indagini e il processo li fa chi di dovere, che molti dei loro comportamenti sono contro la legge e che potrebbero avere delle conseguenze su di loro, sulla madre e le persone intorno a lei. Per loro non ha importanza: hanno già deciso che la loro indignazione dovrà essere gridata su quel profilo con le peggiori parole possibili.

Ho notato che per molti il fatto che possa essere malata è persino una colpa e trovare commenti del tipo “questa malata deve prendere l’ergastolo o morire” non è difficile. Altri invece hanno già deciso che è una persona cattiva che ha compiuto questo gesto lucidamente, magari guidata da Satana. Moltissimi infieriscono con i soliti insulti sessisti, alcuni attaccano o propongono di attaccare il marito (che ha chiuso il profilo) e altri più fantasiosi si inventano vari modi per torturarla e ucciderla come il “bastone chiodato da infilare in mezzo alle gambe”.

I commenti più inquietanti sono quelli dove la minacciano di morte o la invitano a togliersi la vita, che in piccolissima parte ho raccolto e pubblicato di seguito (i commenti pubblici sono migliaia e vanno ancora avanti). Chissà che non serva a far sì che questa gente si moderi in futuro…

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Poteva mancare la mezza bufala Blue Whale in conclusione? No, perché le bufale per molte di queste persone sono il pane quotidiano (visto come vanno le cose su Facebook) e probabilmente alcune di loro si saranno incontrate sulla pagina di Laura Boldrini per insultarla per una sua frase mai detta, inventata da qualche bufalaro per acchiappare click e guadagnare soldi, oppure sul profilo di Alfredo Mascheroni, il barista spacciato per pedofilo che si è visto il proprio bar imbrattato, la propria auto rigata e minacciato di morte. Vista la situazione Laura Boldrini pubblicò i commenti in chiaro dei suoi haters nella speranza di placare gli animi.

Ma che importa ai forcaioli? Vero o falso che sia è tutto vero per loro e bisogna farsi giustizia da soli perché “lo Stato non fa niente o ci distrugge e quindi il popolo deve agire”. Con il Web sono diventati tutti attivisti, tutti informati e ultimamente tutti medici esperti dopo un’oretta su qualche blog “che ti dice cose che nessuno ti dice tranne lui perché i poteri forti, ecc.” e qualche ricerca su Google. Secondo molti di loro se sei contro il loro comportamento vuol dire che difendi l’assassina e non la vittima, magari perché sei amico o parente (o magari lo stesso marito sotto falso profilo) e te li ritroverai nel tuo profilo a insultarti e minacciarti (cambiano bersaglio velocemente e senza problemi). Un po’ come il solito “chi ti paga?” dei “complottari”.

Qui altri commenti contro la madre:

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“Can che abbaia non morde” è sempre vero? Questo continuo clima di odio in certe parti del Web molto frequentate e nei media tradizionali, in particolare in certe trasmissioni TV, può mettere realmente a rischio l’incolumità delle persone? In questi giorni si è parlato della minaccia (molto blanda dal mio punto di vista) a Roberto Burioni, medico pro-vaccini molto attivo sui social e in TV per la causa, da parte di un farmacista che aveva scritto pubblicamente di avere da parte un proiettile con il suo nome [del dottore] inciso sopra.

Quando si inizierà a dare un taglio a tutto ciò?

Il sindaco di Settimo Torinese, Fabrizio Puppo, è rimasto scosso dai commenti e ha chiesto di abbassare i toni.

I forcaioli del Web dopo questi commenti forse si saranno sentiti più rilassati e avranno pensato di aver fatto giustizia con un semplice click. In realtà si sono solo sfogati e perciò consiglierei loro di trovare qualche hobby migliore e di usare meglio i social, evitando di scrivere porcate in pubblico per poi piangere sul latte versato.

PS: tanto lo so che adesso qualcuno verrà a implorare di rimuovere il nome come nel caso di cyber-bullismo sulla ragazza romana di cui avevo scritto tempo fa… Signori, questi sono i vostri commenti pubblici e siete adulti e vaccinati (spero).

Se vi vergognate di quello che scrivete pubblicamente perché lo scrivete?

Ma soprattutto: quando imparerete a scrivere correttamente in italiano?

  • Laura Todisco

    Bravo (y)

  • Cristina Rainis

    Condivido parola per parola. Peraltro io sono tra quelli che ha stigmatizzato il loro comportamento e ho ricevuto insulti a mia volta

  • Angel

    E’ troppo semplice ciò che dici, non si tratta di forcaioli da web o simili, dietro c’è altro, come per esempio, un senso diffuso di ingiustizia, d’altra parte ogni giorno qualcuno uccide, sembra uno sport ormai, e la gente davvero non si capacita di tanto orrore. Certo ingiuriare sotto un profilo non è normale, ma niente è normale in questa storia, come in tante altre, amplificate dalla tv e dai giornali, per giorni, e spesso alla fine con pene inconcludenti. Un esempio è la scarcerazione del rom incendiario di Roma, pareva brutto tenerlo dentro, dopo che aveva già ucciso una ragazza cinese durante uno scippo? Casi come questo scatenano odio, non è solo colpa della gente che reagisce, ma anche di chi dovrebbe contenere certe reazioni, che invece sembra scatenare sempre di più.

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